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PROGETTO EDUCATIVO DI GRUPPO
2007 - 2009

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INDICE
1. Riferimenti
2. definizioni e abbreviazioni
3. ANALISI E RICOGNIZIONE
DELLA REALTA'
Esame della realtà territoriale
Esame della realtà sociale
Esame della realtà economica
Esame delle famiglie
Esame della persona
Esame della spiritualità
4. VERIFICA DELLE RISORSE
La comunità capi
Il gruppo
Lista di Attesa
Proiezione delle Branche 2007 - 2009
Località di Provenienza
La Parrocchia
Grafici
5. AREE DI IMPEGNO PRIORITARIO
Fede
Partecipazione
Formazione del Carattere
6. ALCUNE RISORSE INDIVIDUATE
PER GLI OBIETTIVI SPECIFICI DEL PEG
7. PROGRAMMI D'AZIONE DELLE
BRANCHE
Branca L/C
SCELTA DI FEDE
FORMAZIONE DEL CARATTERE
PARTECIPAZIONE
Branca E/G
SCELTA DI FEDE
FORMAZIONE DEL CARATTERE
PARTECIPAZIONE
Branca R/S
SCELTA DI FEDE
FORMAZIONE DEL CARATTERE
PARTECIPAZIONE
8. DEFINIZIONE DELLE MODALITA'
DI VERIFICA
9. Scritto dalla Co.Ca. 2006
1. RIFERIMENTI
[1] Questionario dei genitori sui loro ragazzi del 5 Febbraio 2006
2. DEFINIZIONI E ABBREVIAZIONI
Sono di seguito indicate alcune abbreviazioni utilizzate nel PEG:
| Sigla |
Significato |
| AGESCI |
Associazione Guide E Scout Cattolici Italiani |
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| PEG |
Progetto Educativo di Gruppo |
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| L/C |
Branca Lupetti/Coccinelle bambini/e 8/12 anni |
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| E/G |
Branca Esploratori/Guide ragazzi/e 12/16 anni |
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| R/S |
Branca Rover/Scolte ragazzi/e 16/21 anni |
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| Co.Ca. |
Comunità Capi |
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| p.p. |
Progressione Personale |
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| AE |
Assistenti Ecclesiastici |
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| CdA |
Consiglio d'Akela ovvero i lupetti e lupette dell'ultimo
anno di Branco |
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| Piccole Orme |
Campetti regionali rivolti ai lupetti e lupette del 3/4
anno di branco |
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| Staff |
La direzione di Unità, è composta dai Capi e dai R/S in
servizio |
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3. ANALISI E RICOGNIZIONE DELLA REALTA'
L'analisi e la ricognizione delle realtà sono state elaborate partendo
dalla nostra conoscenza dei ragazzi e dai risultati del questionario compilato a gennaio
dai genitori.
Esame della realtà territoriale
Provenienza: la maggior parte dei nostri ragazzi proviene da La Storta, anche se
negli ultimi anni notiamo che una buona fetta vive in diversi quartieri limitrofi, come Le
Rughe, Formello, La Giustiniana.
Se in branca L/C e R/S c'è sempre una buona presenza di ragazzi residenti a La Storta, in
branca E/G i ragazzi provenienti da fuori sono quasi la metà, questo comporta che per
molti la sede scout è situata lontano da casa.
Per questo motivo, i ragazzi dipendono spesso dai genitori per gli spostamenti, sono pochi
i ragazzi che raggiungono la sede in modo autonomo.
In branca R/S i ragazzi preferiscono affidarsi ai genitori o a qualcuno dei più grandi
auto-muniti.
Nella tabella 3.1.a è riportata la situazione delle provenienze nelle
unità così come da censimenti 2006.

Scuola: I bambini della branca L/C ed E/G sino alla
scuola media frequentano nella maggior parte dei casi scuole del proprio quartiere,
notiamo che pochi di loro la raggiungono a piedi o con i mezzi, ma sono accompagnati dai
genitori.
Invece i ragazzi degli ultimi anni di reparto e del clan frequentano scuole lontano dalle
loro abitazioni, anche per l'assenza di scuole superiori pubbliche nel proprio quartiere;
ciò comporta l'impiego di diverso tempo per gli spostamenti, che sono effettuati
perlopiù con i mezzi pubblici (treno/autobus). Non mancano però ragazzi che si fanno
accompagnare da un familiare.
Luoghi di svago: Notiamo sia in branca L/C sia in
branca E/G che i ragazzi spesso utilizzano la propria casa o quella di un amico come luogo
di ritrovo; altri utilizzano le strutture sportive sia per incontrarsi con gli amici, sia
come impegno fisso settimanale.
Notiamo inoltre la scarsità del tempo libero che hanno i ragazzi per trascorrerlo con gli
amici, legato anche alla difficoltà di trovare dei giorni comuni per le riunioni:
ciascuno di loro, infatti, è sovraccarico di impegni settimanali.
Esame della realtà sociale
La paura più diffusa fra i genitori è che i propri figli possano essere soggetti a delle
prepotenze dei coetanei e che non abbiano validi principi o la possibilità di
costruirsene. Col crescere dell'età poi, a queste paure si aggiungono anche quelle legate
al vizio del fumo e dell'alcool, dovute alla necessità di sentirsi parte di un
"gruppo".
Un altro pericolo sottolineato dai genitori per i propri ragazzi è quello
dell'emulazione. Questo però ci sembra in contraddizione con l'importanza che i ragazzi
danno alle mode, infatti, i genitori affermano che i propri figli non ne sono influenzati
nonostante invece noi notiamo un'omologazione.
Malgrado dichiarano che i propri figli non abbiano tempo, sembra riescano a ritagliarsi
dello spazio per guardare la televisione; noi riscontriamo, infatti, una profonda
conoscenza di programmi d'intrattenimento.
Esame della realtà economica
Il reddito familiare appare ben distribuito tra le varie fasce, il maggior numero delle
famiglie si colloca in una fascia alta; anche se alcune delle famiglie rientrano nella
fascia più bassa.
Rispetto alla proposta di far compiere lavori saltuari ai propri figli, i genitori del
branco concordano sull'affermare che i bambini sono ancora troppo piccoli e anche in
reparto solo pochi ragazzi fanno quest'esperienza.
La capacità di risparmiare accomuna la stragrande maggioranza dei ragazzi, anche se
spesso è finalizzata alla realizzazione di desideri immediati.
Notiamo che la maggioranza dei ragazzi non riceve la paghetta settimanale.
E' in ogni modo difficile che loro siano coinvolti in decisioni famigliari, al massimo
questo avviene solo per questioni ritenute importanti.
La maggior parte delle famiglie effettua la raccolta differenziata.
Sottolineiamo che i ragazzi fino all'età di reparto non sono attenti agli sprechi, ma lo
diventano in età di R/S.
I ragazzi hanno in genere poca cura delle loro cose, e questa dipende dall'importanza che
essi attribuiscono ai singoli oggetti; solo pochi poi prestano abitudinariamente
attenzione a ciò che gli appartiene.
Esame delle famiglie
La famiglia tipo è formata da genitori e figli. Molto rare sono le famiglie
"allargate" ai nonni. Nella maggioranza dei casi il papà è un libero
professionista, mentre la mamma è casalinga. Sono anche frequenti casi di entrambi i
genitori lavoratori dipendenti.
Nei casi in cui entrambe i genitori lavorano, il papà è spesso fuori casa, mentre le
mamme riescono comunque a conciliare casa e lavoro, riuscendo così ad essere più
presenti nella vita dei figli. E' così che riescono a trascorrere con loro buona parte
della giornata. E', infatti, prevalentemente con lei che si confidano e si confrontano. A
tal proposito, il confronto con i genitori è globalmente buono, sia su quello che i
ragazzi fanno a scuola sia sulle attività scout. Proprio in famiglia i ragazzi
trascorrono tanto tempo libero, anche se in una buona percentuale di casi è assidua la
frequenza con gli amici.
Esame della persona
I nostri ragazzi sono vivaci, socievoli, sensibili e aperti; credono nel valore
dell'amicizia anche se la vivono spesso superficialmente e legata alla casualità degli
incontri. In L/C e in E/G gli amici coincidono con i compagni di scuola ed i fratellini
del branco.
In branca R/S invece la situazione sembrerebbe essere cambiata rispetto all'analisi
d'alcuni anni fa, infatti, sembrerebbe che anche qui gli amici siano prevalentemente
quelli di scuola e degli scout.
La scelta di vivere lo scoutismo è portata avanti dalla maggior parte dei ragazzi con
costanza, e non c'è bisogno che i genitori ricordino i vari appuntamenti e li incentivino
alla partecipazione.
La scoperta della propria sessualità sembra essere anticipata all'età della branca L/C,
infatti, più della metà dei L/C affronta questo tema con i genitori, ed in particolare
con la mamma. Molti dei ragazzi hanno nozioni già apprese o dai genitori oppure a scuola.
In branca E/G la sessualità è ampiamente affrontata dai ragazzi con i propri genitori,
si diversificano le fonti d'apprendimento rispetto alla branca L/ C: la famiglia e la
scuola, infatti, non sono più le uniche fonti d'informazione, ma si aggiungono le
chiacchierate con gli amici, o in ogni caso le informazioni provenienti dai mass media.
In R/S, la famiglia è ancora meno coinvolta, fino ad arrivare ad essere sostituita dal
confronto con gli amici.
Il tema della sessualità è poco, se non per nulla, affrontato nelle nostre attività, e
anche pochissimo presente nelle "chiacchierate" coi Capi.
Un altro aspetto che ci sta a cuore per quanto riguarda i ragazzi è la loro capacità di
assumersi degli impegni; rileviamo che più della metà dei ragazzi non viene coinvolta in
compiti specifici a casa, sono invece abbastanza responsabilizzati, forse per necessità,
nell'avere le chiavi di casa.
Il rapporto con il futuro è abbastanza in linea con le età delle branche, ovvero è puro
fantasticare sul cosa si farà da grande per gli L/C; consequenziale alla scelta della
scuola superiore in E/G, per questo ci chiediamo quanti scelgono in base alle loro
competenze e quanti invece influenzati da pareri esterni. Infine in R/S è la scelta
universitaria a determinare le basi del futuro.
Esame della spiritualità
L'idea che i ragazzi hanno di Dio dipende molto dall'età, infatti, i più piccoli lo
identificano con Gesù, mentre i più grandi lo vedono come un Padre cui rivolgersi.
La loro visione della gerarchia ecclesiale differisce in base all'età: i più piccoli non
hanno ancora un'idea ben precisa di cosa sia, mentre i più grandi la considerano solo per
l'aspetto burocratico. Ciò su cui invece concordano è la loro visione della Chiesa come
luogo d'incontro; e pur sapendo che la Chiesa è anche luogo di preghiera non riescono
comunque a viverla come tale.
Quasi tutti i ragazzi partecipano alla Santa Messa: chi va solo con gli scout, e chi va
anche con la propria famiglia.
Per quanto riguarda infine il loro modo di vivere la propria spiritualità, circa la metà
dei ragazzi la vive intimamente senza manifestarla, l'altra metà la manifesta con la
partecipazione ai sacramenti.
4. VERIFICA DELLE RISORSE
La comunità capi
La comunità Capi d'oggi è composta di sette Capo la cui età media è 24 anni, da
quattro Capi la cui età media è di 34 anni e due Assistenti Ecclesiastici più il
Parroco. Degli undici Capi, sette svolgono un servizio in Unità, di cui due tirocinanti,
ma una di queste è anche Capo Unità in Branco, due sono i Capi Gruppo (che per la prima
volta dopo svariati anni non hanno doppio servizio) e due al momento non svolgono servizio
in unità. Gli AE si dividono tra Branco e Reparto, al momento, infatti, la branca R/S
n'è sprovvista. La mancanza di Capi, da tre anni a questa parte, è un problema molto
sentito all'interno della Comunità Capi, ciò implica che la Co.Ca. dovrà impegnarsi a
trovare tempi e modi per recuperare adulti (meglio con esperienza scout!) da coinvolgere
nel servizio associativo e seguire il tirocinio di questi eventuali nuovi Capi con un po'
più d'attenzione. Inoltre chiede a tutti i Capi di garantire per quanto possibile un
servizio continuativo.
Il gruppo
Al momento della scrittura del PEG il gruppo ha tutte e tre le branche (L/C, E/G, R/S) in
attività; anche se da due anni non riusciamo ad aprire il noviziato, per mancanza di
capi, così i ragazzi provenienti dal reparto sono stati inseriti direttamente in Clan.
Negli ultimi tre anni il numero totale dei censiti si è mantenuto piuttosto stabile
(circa 93 censiti), è notevolmente calato il numero degli abbandoni che è passato dal
36% del 2003 al 19% di quest'anno (vedi tabella 3); si è riusciti anche a mantenere un
buon equilibrio tra maschi e femmine sia all'interno del gruppo sia nelle singole unità.
Le tabelle che seguono riportano il numero dei censiti (Tabella 1), e degli abbandoni
(Tabella 2) negli anni 2000-2006 e la relativa percentuale sul numero dei censiti in
unità nell'anno precedente (Tabella 3).



Nella tabella 4 è stata calcolata la media degli abbandoni nelle unità
negli ultimi tre anni, tale media è stata utilizzata ai fini delle previsioni numeriche
delle unità per i prossimi anni.

Un dato che ci sembra utile rilevare, evidenziatosi in
particolar modo negli ultimi anni, è che circa il 50% dei ragazzi che compongono il
gruppo è costituito da fratelli e/o sorelle; ovvero 41 ragazzi degli 80 censiti nel 2006
provengono da 21 famiglie, e i restanti 39 da altrettante (vedi tab. 5).

Lista di Attesa
Rimangono alte le richieste d'iscrizione, soprattutto in età L/C, ma la
mancanza di Capi non ci permette di far fronte a questa numerosa richiesta. Sebbene la
lista d'attesa rappresenti un angosciante "anticamera" per molti dei ragazzi,
riteniamo che questa sia ancora un valido meccanismo perché dà alla Comunità Capi la
possibilità di programmare un lavoro sul futuro e fare anche delle eventuali proiezioni
sull'andamento del numero dei ragazzi nei prossimi anni. La Lista di Attesa, è composta
(al 3 Feb. 2006) da 122 persone, di cui 92 hanno compiuto otto anni e potrebbero quindi
già frequentare le attività. Ritorniamo quindi ad affermare che già da adesso sarebbe
possibile avere un altro branco, e addirittura nel 2007 aprire quattro branchi e un
secondo reparto. Queste possibilità però al momento non possono essere concretizzate per
il basso numero di Capi. Di seguito abbiamo riportato la proiezione della composizione che
avrebbero le tre branche qualora si riuscisse a dar seguito alle richieste dei ragazzi
attualmente in lista d'attesa (i dati della lista d'attesa sono aggiornati al 9 Gennaio
2006). La permanenza in Lista d'attesa è mediamente di 2,7 anni. Da notare infine che non
esiste un aggiornamento della lista d'attesa, infatti, negli ultimi anni non siamo
riusciti ad avvisare le persone, che se pur non chiamate il loro nome continuava a
rimanere in lista d'attesa.

Proiezione delle Branche 2007 - 2009:

Località di Provenienza
Per quanto riguarda la provenienza dei ragazzi del gruppo rimandiamo al
capitolo 3.1, di seguito invece è presentata la situazione delle provenienze dei ragazzi
in Lista d'Attesa.

La Parrocchia
Visti gli altalenanti rapporti col mondo parrocchiale, la
comunità capi crede importante impegnare delle forze per renderli più stabili, a tal
riguardo ricercherà maggiori occasioni d'incontro con il Parroco e di partecipazione ai
momenti di vita Parrocchiale. Ci si propone inoltre di motivare e stimolare la
partecipazione degli AE a campi di formazione specifici e perché no alla FO.CA. Questo
perché si è potuto verificare che il confronto tra AE può aiutare molto a far capire
cosa s'intende per Cammino di Fede Scout. Altro punto d'attenzione sarà di far capire al
Parroco la necessità d'avere assistenti ecclesiastici che, per quanto possibile, abbiano
loro stessi maturato la convinzione del metodo e delle finalità educative proprie dello
scoutismo o che almeno se ne dimostrino interessati. |
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Grafici




5. AREE DI IMPEGNO PRIORITARIO
Le aree di impegno per questo progetto educativo saranno:
Fede
- Vorremmo portare a far vivere ai ragazzi la Chiesa come luogo di
preghiera (es. vivere in chiesa alcuni momenti di preghiera).
- Capi Educati alla Fede. q Educazione alla Spiritualità.
- Migliorare i rapporti con la Parrocchia (Obiettivo della Co.Ca.).
- Sondare e valutare la possibilità di fare Catechismo nelle unità, in
particolare L/C ed E/G, confrontandosi con gruppi Scout che già hanno esperienze in tal
senso.
Partecipazione
- Territorio (solo impegni, attività di conoscenza sin troppo abusate!).
- Ambiti di Servizio.
- Associazioni.
- Scelta Politica.
- Internazionale.
Formazione del Carattere
- Progettualità.
- Autonomia.
- Recupero delle specificità Scout.
6. ALCUNE RISORSE INDIVIDUATE PER GLI OBIETTIVI SPECIFICI DEL
P.E.G.
Nei primi mesi di attuazione di questo progetto educativo, la Comunità
Capi s'impegnerà nel trovare ed aderire ad un progetto di carattere sociale, (sia questo
sul territorio che di respiro internazionale) al quale aderiremo come Gruppo.
Riteniamo che un impegno concreto permetterà di qualificare la nostra azione in gesti
tangibili e di far aprire il gruppo verso il mondo esterno.
Questo permetterà inoltre il coinvolgimento ai vari livelli delle nostre unità, in modo
da concretizzare e facilitare le esigenze di impegno che le unità hanno previsto nei loro
programmi d'azione.
7. PROGRAMMI D'AZIONE DELLE BRANCHE
Branca L/C
SCELTA DI FEDE
Vogliamo creare dei momenti speciali da dedicare alla spiritualità che vadano oltre la
messa domenicale o la preghiera ad inizio/fine riunione. Troviamo l'esigenza di far aprire
i fratellini e di far condividere la propria Fede con il resto del Branco, magari
attraverso preghiere spontanee e individuali.
Vorremmo far vivere questi momenti in chiesa, per far sì che prendano coscienza della
Chiesa anche come luogo di preghiera.
In questi tre anni vogliamo approfondire la conoscenza di figure che possano essere di
esempio ai fratellini.
Ci soffermeremo soprattutto sulla vita di S. Francesco e di Gesù cercando di camminare
sulle loro tracce soprattutto nell'attenzione verso il prossimo: "IL LUPETTO
PENSA AGLI ALTRI COME A SE STESSO". Ci proponiamo di continuare a
partecipare attivamente alla Santa Messa con l'impegno nella processione offertoriale e,
se possibile, nella preghiera dei fedeli.
La suddivisione nei tre anni sarà così impostata:
Primo anno:
Approfondire la figura di S. Francesco, attraverso brani e canti ispirati alla sua
vita in modo da soffermarci sul significato della povertà e della carità.
Secondo anno
Soffermarci sulla figura di Gesù, attraverso la lettura dei vangeli e soprattutto
delle parabole, vorremmo creare impegni concreti per i fratellini che gli facciano
comprendere l'importanza di essere sempre pronti ad aiutare gli altri, sull'esempio di
Gesù.
Terzo anno
C'impegniamo a far conoscere nuove figure importanti a livello spirituale come esempi
di rinuncia e di "servizio" magari presentando le vite di alcuni santi vissuti
in epoche diverse cercando di destare il loro interesse e la loro curiosità.
FORMAZIONE DEL CARATTERE
Riscontriamo il bisogno da parte dei bambini, di vivere con spensieratezza la vita di
branco; pensiamo che il metodo migliore sia il Gioco, parte fondamentale della vita di un
bambino di quest'età.
Attraverso il gioco stesso vogliamo far passare valori come la lealtà, la responsabilità
e l'altruismo.
Crediamo fermamente, forti di esperienze molto positive, nella validità dei campetti per
L/C che vivono il terzo momento della P.P., le Piccole Orme, impegnandoci nel coinvolgere
soprattutto nella scelta i genitori.
Inoltre troviamo fondamentale continuare la proposta di raccolta differenziata in Tana, in
modo che diventi una sana abitudine dei nostri fratellini, nella speranza che portino ciò
anche nelle loro case.
Altro punto fondamentale della vita di branco, che pensiamo abbia bisogno di maggiore
attenzione è il vivere la natura, come impegno, rispetto e scoperta.
Crediamo che questo punto possa essere di unione con le altre aree.
PARTECIPAZIONE
Ci proponiamo di continuare l'attività del giornalino di branco cercando di ampliarlo con
altri argomenti, anche esterni alla vita di branco stesso, e magari aprirlo al resto del
gruppo.
Vogliamo portare i nostri fratellini a interessarsi a diverse realtà disagiate nel mondo,
a scoprirne le cause e le conseguenze (ambientali, sociali...) e a renderli partecipi con
un sostegno di tipo economico mirando, quindi, una raccolta fondi per questa causa.
C'impegniamo anche a verificare nel corso degli anni, l'evoluzione della situazione presa
in considerazione.
Abbiamo sentito nascere l'esigenza, nei nostri fratellini, di conoscere diverse realtà
associative (FSE, CNGEI); c'impegniamo quindi nel cercare contatti per vivere momenti di
condivisione con questi.
Nei tre anni il lavoro sarà diviso così:
Primo anno
Continuare il lavoro del giornalino di branco inserendovi nuovi articoli magari
proposti proprio dai fratellini cercando di andare incontro ai loro interessi a far sì
che abbiano un modo di far sentire la propria voce di bambini. Vorremmo inoltre dedicare
dei momenti a quest'attività proprio durante la riunione di branco.
Secondo anno
Ricerca di una situazione disagiata magari coinvolgendo il C.d.A. e approfondimento
di questa insieme al branco a livello sociale, geografico inserendo le nostre ricerche
proprio sul giornalino che vorremmo continuasse e progredisse come lavoro autonomo. In
ultimo realizzare una raccolta fondi da donare poi in beneficenza per la causa adottata.
Terzo anno
Continuare il lavoro del giornalino e continuare a seguire de vicino la situazione già
presa in considerazione l'anno precedente.
Inoltre vorremmo avvicinarci ad altre realtà associative con se possibile interazione,
conoscenza diretta e confronto.
Branca E/G
SCELTA DI FEDE
1. Ci proponiamo, nell'arco dei tre anni, di educare gli E/G a vivere con maggiore
intensità e partecipazione la S. Messa domenicale in parrocchia ed in uscita:
- Coinvolgendo i ragazzi nella sua preparazione e animazione (ad esempio:
atto penitenziale, letture, raccolta delle offerte, canti, doni caritas - processione
offertoriale, ecc);
- Facendogli conoscere in modo più profondo le diverse parti della S.
Messa (soprattutto il momento della consacrazione, ma anche l'atto penitenziale, la
liturgia della Parola, la professione di fede, la preghiera dei fedeli, la presentazione
dei doni o offertorio, ecc.);
- Stimolando gli E/G ad accostarsi più frequentemente al sacramento della
Riconciliazione (Confessione) anche attraverso una maggiore conoscenza del suo
significato;
- Facendogli vivere più intensamente i tempi forti del calendario
liturgico (soprattutto Avvento, Natale, Quaresima e Pasqua) attraverso momenti di
preghiera;
- Organizzando la S. Messa in uscita con particolare cura ed in luoghi e
con modalità che coinvolgano maggiormente gli E/G.
2. Suscitare nei ragazzi una più profonda consapevolezza della propria
appartenenza alla Chiesa universale, alla Comunità diocesana e a quella Parrocchiale
attraverso la partecipazione a:
- incontri col Santo Padre e ad eventi di preparazione alla Giornata
Mondiale della Gioventù;
- eventi diocesani (processione diocesana al Santuario di Ceri, incontri
con il nostro vescovo, ordinazione di sacerdoti della diocesi, ecc) soprattutto mediante
lo svolgimento di un servizio richiesto al Reparto.
- La partecipazione ad eventi parrocchiali
3. Aiutare gli E/G che non hanno ancora ricevuto i sacramenti
dell'iniziazione cristiana (in particolar modo quello del Battesimo) ad un discernimento
sul loro significato e sui loro effetti;
4. Educare i ragazzi alla preghiera svolgendo in Consiglio Capi un
itinerario degli insegnamenti di Gesù sulla preghiera presenti nei Vangeli:
- Gesù insegna come pregare. Il Padre nostro. (Mt 6,5-15)
- Chiedere nella preghiera (Mt 7,7-11)
- Pregare e fare la volontà di Dio (Mt 7,21-23)
- Pregare con fede (Mt 21,18-22; Mc 11,12-14; 20-24)
- Come pregava Gesù (Mt 27-45-46; Mc 1,35: Lc 6,12-16)
- Necessità della preghiera (Lc 18,1-8)
- La preghiera e le opere (Lc 18,9-14)
- Preghiera e unione con Dio (Gv 11,17-44; Gv 15,1-14)
5. Approfondire nei ragazzi la conoscenza di Dio mediante la
presentazione delle varie tappe della Storia della salvezza attraverso cui Dio parla
all'uomo e rivela se stesso, il suo progetto di salvezza e invita gli uomini alla
comunione con sé.
Nel primo anno
Dio si rivela attraverso la creazione ed il popolo d'Israele
(un tema per ogni uscita)
- Un Dio creatore: i due racconti biblici della creazione (Gen 1,1-2,4a ;
Gen 2,4b-25)
- La libertà dell'uomo: il racconto biblico del peccato originale (Gen
3,1-24)
- Il racconto biblico del diluvio universale (Gen 6,5-9-17)
- Abramo: Dio sceglie un popolo per rivelarsi al mondo (uno a scelta: La
vocazione di Abramo Gen 12,1ss - Le promesse e l'alleanza Gen 15,1-20; 17,1-26 - Il
sacrificio di Isacco Gen 22,1-19)
- Mosè: un Dio che libera dalla schiavitù (uno a scelta: Nascita e
vocazione di Mosè Es 2-3 - Rivelazione nel roveto ardente Es 3,13ss - Dio libera il
popolo d'Israele dalla schiavitù d'Egitto Es 4ss - L'alleanza. I 10 comandamenti Es 19ss)
- Elia: Dio si rivela attraverso i profeti (Il sacrificio del monte Carmelo
- Il ruolo scomodo del profeta - L'incontro con Dio 1 Re 18,20-19,18)
- Giobbe: Dio e il mistero della sofferenza (Il libro di Giobbe)
Nel secondo anno
Gesù Cristo, la pienezza della rivelazione
(un tema per ogni uscita)
- L'incarnazione del Verbo - Gesù Cristo vero Dio e vero uomo
- Nato dalla Vergine Maria: La figura di Maria (a scelta: La
predestinazione di Maria - L'immacolata concezione - La maternità divina di Maria - La
Verginità di Maria)
- Le tentazioni di Gesù nel deserto: Gesù Cristo e Satana
- I miracoli di Gesù: Gesù è più potente delle forze della natura, dei
demoni, della morte e delle malattie (La tempesta sedata - L'indemoniato di Gerasa - La
risurrezione della figlia di Giàiro - La guarigione dell'emorroissa Mc 4,35-5,43)
- Perché Gesù parlava in parabole.(Parabola del padre misericordioso Lc
15,11-32 Dio, un Padre che perdona; Parabola del buon samaritano Lc 10,29-37 chi è il mio
prossimo?; Parabola del seminatore Lc 8,5-8.11-15 ascoltare e mettere in pratica la Parola
di Dio, ecc.)
- Passione e morte di Gesù: La passione secondo Luca
- La resurrezione ed il mandato agli apostoli
Nel terzo anno
La Chiesa, segno e strumento dell'unione con Dio
(un tema per ogni uscita)
- Lo Spirito Santo scende sugli apostoli a Pentecoste: la nascita della
Chiesa.
- La prima comunità cristiana (Lc 2,42- 48): stavano insieme e tenevano
ogni cosa in comune.
- La Chiesa sacramento di salvezza: segno e strumento dell'unione con Dio e
dell'unità di tutto il genere umano.
- La Chiesa corpo mistico di Cristo: un unico corpo e membra diverse. I
carismi nella Chiesa.
- La Chiesa come popolo di Dio: il clero, i religiosi e i fedeli laici.
- La Chiesa universale e la Chiesa locale: diocesi e parrocchia.
- Funzione salvifica della Chiesa e la salvezza dei non cristiani.
FORMAZIONE DEL CARATTERE
In questi tre anni vogliamo puntare l'attenzione principalmente su due aspetti del
carattere del ragazzo: la progettualità e l'autonomia.
Per quanto riguarda la progettualità, oltre che quella legata alla vita di squadriglia e
di reparto attraverso l'autofinanziamento e le imprese, puntiamo ad una maggiore
attenzione a quella legata al singolo individuo, cercando di recuperare il rapporto
diretto capo-ragazzo con la PP. Per quanto riguarda invece l'autonomia abbiamo, come
strumenti propri del reparto, gli incarichi di squadriglia, le specialità e le
competenze, nelle quali i ragazzi trovino un modo per capire ed approfondire le proprie
capacità e conoscenze; vogliamo poi che possano acquisire la propria autonomia attraverso
il confronto ed il rispetto del mondo che li circonda, facendo particolare attenzione,
oltre che alle persone, anche al proprio materiale (è importante che comprendano che la
cura del materiale non è solo un dovere, ma è soprattutto qualcosa che giova a loro).
Puntiamo ancora sull'importanza del vivere l'avventura e dell'essere competenti ed a
questi propositi vogliamo poi aggiungere l'importanza dell'essenzialità e dello stile, e
vogliamo che riescano a vivere con serenità e fierezza il loro essere scout, e quindi a
non vergognarsi di fronte a chi non appartiene a questo mondo.
Riteniamo infine fondamentale il lavoro sul consiglio capi e l'alta squadriglia, con i
quali ci proponiamo di svolgere attività più specifiche al loro ruolo e alla loro età.
Nel primo Anno
- Lavorare sulle tecniche fondamentali con il consiglio capi.
- Introdurre , nelle uscita, i concetti di essenzialità e di stile,
facendone capire l'importanza.
- Lavorare sull'impresa di squadriglia, puntando sulla progettualità ed il
lavoro di squadriglia.
- Presentare BP come uomo (e non come fondatore del movimento scout)
attraverso la lettura del libro "la mia vita come un'avventura".
Nel secondo anno
- Lavorare sulle tecniche fondamentali con il consiglio capi.
- Far nascere nel ragazzo la fierezza di essere scout ( prima attraverso
testimonianze scritte, poi con testimonianze dirette, ad esempio attraverso un servizio).
- Per quanto riguarda la squadriglia cercare di stimolare i ragazzi a
lavorare alla specialità di squadriglia, mentre per il reparto progettare e lavorare
all'impresa di reparto.
- Approfondire la conoscenza di BP sempre attraverso la lettura de "la
mia vita come un'avventura", focalizzando l'attenzione alla parte della sua vita in
cui nasce e si sviluppa lo scoutismo.
Nel terzo anno
- Lavorare sulle tecniche fondamentali e su nuove tecniche con il consiglio
capi.
- Lavorare sull'impresa di squadriglia.
- Concludere il discorso sullo scoutismo parlando della sua evoluzione
(guidismo, CNGEI, FSE, ecc..).
PARTECIPAZIONE
Territorio
Crediamo sia opportuno riscoprire il valore del territorio nel quale i ragazzi vivono e ,
alla luce delle poche opportunità che il reparto ha avuto negli anni precedenti,
incoraggiarli alla partecipazione.
Ci sembra indispensabile infatti riuscire a rendere i ragazzi più coscienti della loro
appartenenza ad una comunità e ad un determinato territorio.
Per questo è necessario stimolarli con una partecipazione attiva che li coinvolga e li
renda protagonisti , che non si limiti solo all'aspetto conoscitivo attraverso il mezzo
dell'inchiesta ma che riesca a sfruttare la conoscenza del territorio, dei disagi presenti
e delle risorse per trovare il modo più corretto per agire e lasciare
un'"impronta" concreta e utile alla comunità.
Primo anno
Il reparto attraverso lo strumento delle missioni di Sq. individuerà la zona o parco su
cui vuole lavorare e quali sono le risorse che quel territorio offre e capire come poterle
sfruttare al meglio.
Secondo anno
Proseguirà il lavoro ampliando la conoscenza e l'indagine sul territorio con particolare
attenzione alla cura (pulizia) e alla collaborazione con enti già presenti.
Terzo anno
Acquisite le conoscenze necessarie il reparto troverà il modo per lasciare la propria
"impronta " ( realizzazione costruzioni, evento ecc. ecc.) attraverso l'impresa
di reparto.
Associazione
La partecipazione attiva del ragazzo non si deve limitare al territorio ma deve ampliarsi
anche alla realtà associativa che vive costantemente.
Vorremmo infatti rendere il ragazzo maggiormente consapevole della sua appartenenza non
solo al Gruppo bensì all'Associazione e riuscire a fargli vivere la dimensione nazionale
e internazionale dell'AGESCI attraverso le stesse proposte ed iniziative che sono già in
atto o che l'Associazione promuove costantemente .
Attraverso un percorso graduale vorremmo proporre inizialmente la partecipazione a
Campetti di Specialità, di Competenza o Campetti per Capi Sq. organizzati dalla Regione,
che non solo s'inseriscono come esperienze valide nel sentiero del ragazzo, ma allo stesso
tempo gli forniscono la possibilità di vedere e vivere realmente la dimensione
associativa.
Successivamente renderli parte portante e attiva delle più "grandi iniziative "
come i Campi Nazionali, EuroJam , Joti e Jota ecc.
Internazionale
E' opportuno che i ragazzi del Reparto imparino a fare i conti con una società che sta
cambiando e che li vuole sempre di più "cittadini del mondo " proprio per
questo è giusto sensibilizzarli all'informazione e ad un'apertura conoscitiva anche verso
le cose che possono risultare lontane e sviluppare la ricerca di una visione "globale
".
Si cercherà di lavorare a questo inizialmente operando sull'aspetto dell'informazione e
conoscenza che riguarderà i ragazzi del Consiglio Capi e dell'Alta Sq. i quali
successivamente in maniera parallela potranno collaborare a un progetto di cooperazione
internazionale decentrata attraverso Imprese di Autofinanziamento .

Branca R/S
SCELTA DI FEDE
Ci poniamo come obiettivo primo quello di sviluppare nei ragazzi di branca R/S una scelta
di fede che sia matura e consapevole.
A tal fine riteniamo sia fondamentale risvegliare nei ragazzi un "sentimento"
cristiano vivo che li renda protagonisti del loro cammino spirituale individuale e
comunitario.
Per questo crediamo sia importante:
- favorire la partecipazione alla S. Messa domenicale:
- in uscita: attraverso la progettazione dell'animazione liturgica,
sostenuta e supportata dalla presenza e dall'aiuto dell'assistente ecclesiastico.
- parrocchiale: attraverso un coinvolgimento attivo ai momenti liturgici
fino all'acquisizione di un impegno concreto nell'ambito della liturgia; anche al fine di
avvicinare i ragazzi alla realtà parrocchiale e attraverso questa alla Chiesa.
- approfondire la conoscenza dei Sacramenti al fine di ripercorrere le
tappe della loro vita sacramentale.
Nel primo anno saranno affrontati: un'introduzione generale ai
Sacramenti; il Battesimo; la Cresima; l'Eucarestia.
Nel secondo anno: la Riconciliazione; l'Unzione degli Infermi.
Nel terzo anno: l'Ordine e il Matrimonio
Riteniamo strumenti fondamentali per la loro trattazione:
- lettura e commento di passi del Vangelo inerenti ai Sacramenti ponendo inoltre
particolare attenzione al rapporto tra Gesù e gli Apostoli.
- Veglie.
- testimonianze(religiose e non).
Ogni Sacramento sarà trattato avendo come punto di riferimento il Catechismo della Chiesa
Cattolica.
· proporre momenti di preghiera personale e comunitaria creando così occasioni di
crescita e di confronto che siano continui e duraturi.
Per cui gli obiettivi saranno così suddivisi nel corso dei tre anni:
Primo anno:
progettazione della S. Messa in uscita; Sacramenti ( Introduzione ai Sacramenti;
Battesimo; Cresima; Eucaristia)
Secondo anno:
partecipazione attiva alla S. Messa parrocchiale; Sacramenti(Riconciliazione; Unzione
degli Infermi)
Terzo anno:
assunzione di un impegno che riguardi l'animazione liturgica (anche secondo quelle
che sono le esigenze parrocchiali); Sacramenti (Ordine; Matrimonio)
FORMAZIONE DEL CARATTERE
Il nostro obiettivo prioritario è di portare i ragazzi a diventare
"uomini e donne della partenza" attraverso la progettazione del loro cammino con
gli strumenti che il metodo ci propone.
Quindi sarà data particolare attenzione:
- al punto della strada come momento di bilancio e di riflessione;
- alla carta di clan come strumento guida e alla costruzione di essa per
sviluppare sempre di più il senso di appartenenza e partecipazione.
Riscoprire lo strumento del "capitolo "come una delle
metodologie della branca RS di analisi e ricerca. Attraverso il quale il clan si prende
l'impegno di approfondire le proprie conoscenze su tematiche giudicate di interesse
comune.
Riteniamo indispensabile continuare a far vivere ai ragazzi la
"Strada" sia come momento di riflessione sul proprio cammino sia come momento di
crescita personale, attraverso l'esperienza dei propri limiti e lo stimolo a superarli,
aiutati da uno spirito comunitario di attenzione al più piccolo.
Incrementare l'esperienza di "servizio" affidata annualmente
ai ragazzi con attività di servizio comunitario, sia nelle diverse realtà del nostro
territorio che con esperienze di ricerca di realtà bisognose lontane dai nostri occhi,
nelle quali impegnarsi nell'offrire la nostra disponibilità di servizio attraverso
progetti di sensibilizzazione, autofinanziamento, campetti, ruote.
Sarà cura della Comunità Capi ricercare annualmente attività di
servizio rispondenti sia alle esigenze di interesse dei ragazzi che ai bisogni del
territorio e della parrocchia.
Nell'ottica della consapevolezza della scelta della Partenza portare i ragazzi di IV anno
a progettare il proprio anno di servizio per renderli sempre di partecipi del proprio
progetto e attenti alle esigenze del territorio.
Ritenendo la lettura dei quotidiani una finestra sul sociale pensiamo
che abbia significato dedicargli delle attività dal noviziato in poi.
PARTECIPAZIONE
Educazione alla mondialità
Il nostro obiettivo nei prossimi tre anni è di far nascere nei nostri ragazzi una
coscienza internazionale consapevole; occorre sviluppare attraverso attività
un'attenzione a ciò che succede nel mondo.
Si cercherà di approfondire attraverso il punto della strada "io e il mondo",
una conoscenza sia delle istituzioni internazionali, sia delle ONG in modo da far maturare
nei ragazzi che l'impegno nel territorio va vissuto anche nel mondo; si procederà in
questo modo:
Nel primo anno conoscenza, nel secondo anno contatti, nel terzo progetto e azione.
Nella fase di conoscenza utilizzare strumenti informativi, quali il giornale, libro
bianco, media, ma anche documenti vari delle ONG (es.: Amnesty International).
Sfruttare lo strumento della sensibilizzazione sia come partecipazione "passiva"
sia condotta da loro in prima persona.
Partecipazione Associativa:
Mirare a proporre una maggiore partecipazione agli eventi che l'associazione propone:
zona, campetti vari (campi bibbia, cantieri), ROSS, Route dei Partenti; inoltre, oltre ai
servizi associativi si cercherà di spronare i ragazzi a partecipare alle cambuse di
branco e di reparto
Si cercherà di rendere partecipi i nostri ragazzi alle attività di zona proponendosi e
partecipando in modo attivo in tutti e tre gli anni.
Territorio:
Oltre la conoscenza della realtà territoriale, si porrà l'obiettivo di sviluppare
rapporti con le istituzioni o i movimenti locali, per essere partecipi di attività o
azioni in cui si riesca a sporcarci le mani in modo diretto.
Anche in questo caso:
Nel primo anno conoscenza, nel secondo anno contatti, nel terzo progetto e azione
In tutti e tre gli anni si cercherà di abbracciare in particolare le realtà più
bisognose sia in Parrocchia che sul territorio con attività di servizio comunitario e non
(es.: caritas, Don Bellè).

8. DEFINIZIONE DELLE MODALITA' DI VERIFICA
Anche per questo progetto la Co.Ca. considera la Verifica uno strumento
indispensabile utile a stabilire se la rotta intrapresa è quella giusta.
Per questo motivo, l'azione educativa dovrà essere verificata spesso
all'interno delle singole Staff.
Questo permetterà, qualora insorgano mutamenti delle condizioni e nelle
necessità di partenza, di reindirizzare le modalità e le finalità educative.
Condizione minima sarà quella per cui in Staff si svolgano almeno due
verifiche l'anno del programma, una a metà ed una alla fine.
Il Progetto Educativo sarà verificato annualmente in Co.Ca.
Il PEG sarà presentato e consegnato ai genitori dei ragazzi e al
Parroco in una riunione apposita, e se opportuno sarà con gli stessi verificato nel corso
dei tre anni.
La verifica con il Parroco, seppure utile, potrà essere mediata
dall'Assistente.
9. SCRITTO DALLA CO.CA. 2006
| Capi Gruppo:
|
Giovanni Dalia, |
Antonella Zumbo. |
| Capi Branco:
|
Silvia Dirito, |
Maria Livia Biondi. |
| Capi Reparto:
|
Andrea Tornar, |
Elisa Mannarino. |
| Aiuto Capo Reparto:
|
Francesca Caracchini. |
| Capi Clan:
|
Massimo Di Carlo, |
Michela Gemei. |
| Capi a disposizione:
|
Gianni Tebala, |
Ghennet Tesfagabir. |
| Assistenti
Ecclesiastici: |
Don Adriano Furgoni, |
Don Riccardo Russo, |
|
Don Simon Pedro Ela N. A |
|
|