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LE PREDE DEL BRANCO SEEONEE
QUI TROVERAI ALCUNE DELLE PREDE DEI
LUPETTI E LUPETTE DEL NOSTRO BRANCO.
Qui di seguito le prime due prede messe nel
sito, sono quelle di Federica e Sara....complimenti!!!
 
QUESTE SIAMO NOI, SARA E FEDERICA... FEDERICA E
SARA MENTRE METTIAMO LE PREDE NEL SITO.
Ed ecco
alcune notizie sulla vita del lupo (per la preda d'Akela per Lupo Anziano di Sara):
Il Lupo
1 INTRODUZIONE
Lupo Nome comune di due specie di mammiferi
carnivori della famiglia dei canidi: Canis lupus, meglio noto come lupo grigio, e Canis
rufus, detto lupo rosso. Il primo, un tempo ampiamente distribuito in Europa, Nord
America e Asia, si è oggi notevolmente ridotto di numero; il secondo vive in un areale
circoscritto al Texas e agli Stati Uniti sudorientali.
2 CARATTERISTICHE FISICHE
Un lupo grigio adulto misura circa 1,5 m di
lunghezza coda compresa, e pesa fino a 80 kg. Ha il mantello giallo-rossiccio o
grigio-giallastro, con chiazze nere sul dorso e bianche sul ventre; nelle regioni più
settentrionali, tuttavia, non è raro trovare individui con il mantello uniformemente
bianco. Il lupo rosso è mediamente più piccolo del lupo grigio, e ha un mantello di
colore rossastro. Entrambe le specie sono caratterizzate da una dentatura potente, una
coda cespugliosa e pupille rotonde.
3 HABITAT E COMPORTAMENTO
I lupi sono ugualmente a proprio agio nelle
praterie aperte, nelle foreste e in ambienti montuosi. D'inverno si spostano in branchi
alla ricerca di cibo, vale a dire di piccoli mammiferi e uccelli. In genere scelgono prede
deboli, animali vecchi o molto giovani, per catturarli più facilmente. In mancanza di
prede vive, si accontentano anche di carogne o di qualche vegetale.
La tana può essere una grotta, un
boschetto o una buca nel terreno appositamente scavata. L'accoppiamento avviene in
primavera e la femmina partorisce da 1 a 11 cuccioli. Questi normalmente restano con i
genitori fino all'inverno successivo, ma possono rimanervi anche più a lungo. I genitori
e i piccoli costituiscono un'unità sociale che delimita e difende un territorio marcato
mediante la deposizione di escrementi. Soprattutto in inverno possono unirsi ad altri
gruppi familiari, per formare branchi più numerosi. Questi, detti mute, sono generalmente
guidati da una coppia leader, che in ambito scientifico viene detta coppia alfa. In quanto
animali sociali, i lupi esibiscono comportamenti che esprimono chiaramente dominanza o
sottomissione nei confronti di altri membri del branco.
4 DISTRIBUZIONE ED ECOLOGIA
Sebbene i lupi siano ancora abbondanti in
alcune regioni dellEuropa orientale e dellAsia, sia in Europa occidentale che
in America ne rimangono solo esigue popolazioni. La loro diminuzione si deve in parte alla
violazione dei loro territori, in parte alla loro eliminazione diretta, operata
dalluomo per difendere gli animali domestici dai loro attacchi. Lattività
predatoria di questi canidi li colloca in una posizione importante all'interno della rete
alimentare; lo testimonia il fatto che in alcune regioni, la loro decimazione ha portato a
un eccessivo aumento di altre specie animali.
Classificazione scientifica: Il lupo
grigio (Canis lupus) e il lupo rosso (Canis rufus) appartengono alla
famiglia dei canidi dellordine dei carnivori, classe mammiferi, subphylum
vertebrati, phylum cordati.
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| Lupo grigio La
famiglia dei canidi, a cui il lupo appartiene, comprende specie come il coyote, lo
sciacallo, la volpe e il cane, che si sono differenziate a partire dal periodo eocenico,
fra i 54 e i 37 milioni di anni fa. Il lupo grigio, qui fotografato, è diffuso in tutta
la fascia settentrionale dell'Europa, dell'Asia e del Nord America; vive in diversi tipi
di habitat tra cui montagne, pianure, deserti, foreste, taiga e tundra. |
Lupo rosso Il lupo rosso (Canis rufus) è leggermente più piccolo del
suo parente più stretto, il lupo grigio (Canis lupus). Virtualmente estinto allo
stato selvatico, sopravvive in cattività grazie all'opera del Corpo Forestale degli Stati
Uniti, che ne alleva alcuni esemplari per poi immetterli nel loro habitat naturale. Abile
predatore, si nutre di procioni o cervi dalla coda bianca, ma anche di vegetali e talvolta
di carogne. Vive in coppia o al massimo in piccoli branchi. |
E qui invece alcuni accenni alla vita di
San Francesco raccolti per la preda di Baloo per Lupo Anziano di Federica:

Francesco dAssisi
Francesco nasce ad
Assisi nell'inverno del 1182 da Pietro di Bernardone e Madonna Pica,
una delle famiglie più agiate della città.
Il padre commerciava in spezie e stoffe. La nascita di Francesco lo coglie lontano da
Assisi, mentre era in Provenza, occupato nella sua professione. La madre scelse il nome di
Giovanni, nome che fu subito cambiato in Francesco quando tornò il padre. La fanciullezza
trascorse serenamente in famiglia e Francesco potè studiare le lingue e la musica; le sue
note insieme alle sue poesie, furono sempre apprezzate nelle feste della città. Il padre
desiderava avviarlo al più presto all'attività del commercio. Un giorno era intento nel
riassettare la merce quando alla porta si presentò un mendicante che chiedeva l
elemosina in nome di Dio. Dapprima Francesco lo scacciò in malo modo, ma poi pentitosi lo
seguì e raggiuntolo vi si intrattenne, scusandosi ed elargendogli dei denari.
All'età di
vent'anni partecipò alla guerra tra Assisi e Perugia, e fu fatto prigioniero. La
prigionia e gli stenti formarono l'animo del giovane e più il corpo si indeboliva, più
cominciava a subentrare in lui il senso della carità e del bene verso gli altri.
Tornò a casa nel 1206 gravemente malato e solo le amorevoli cure della madre ed il tempo
lo ristabilirono, ma la vita spensierata, che nel frattempo aveva ripreso, gli sembrò
vuota.
Spinto da idee
battagliere decise di seguire un condottiero nel sud Italia, ma giunto a Spoleto, ebbe
un'apparizione del Signore, che gli ordinava di tornare indietro; fu questo l'inizio di
una graduale conversione.
Durante una breve
permanenza a Roma si spogliò dei suoi abiti e dei denari; più tardi in Assisi davanti ad
un lebbroso non fuggì come facevano tutti, ma gli si avvicinò e lo baciò. Gli amici lo
schernivano e deridevano, il padre manifestava apertamente la sua delusione, solo la madre
lo confortava.
Francesco scelse
il silenzio e la meditazione tra le campagne e le colline di Assisi, facendo spesso tappa
nella Chiesetta di San Damiano nei pressi della città, e il crocifisso
che era nella cappellina gli parlò: "Va, ripara la mia casa che cade in
rovina". Francesco vendette allora le stoffe della bottega paterna e portò i denari
al sacerdote di San Damiano, ma l'ira di Pietro di Bernardone lo
costrinse a nascondersi. La diatriba col padre fu risolta solo con l'intervento del
Vescovo di Assisi, davanti al quale Francesco rinunciò a tutti i beni paterni.
Trasferitosi sul
monte Subasio, dedicò i tre anni successivi alla cura dei poveri e dei lebbrosi. Nel
1209, durante la messa nella cappella di S. Maria degli Angeli ricevette
l invito a uscire nel mondo e a privarsi di tutto per soccorrere i bisognosi. Di
quel periodo è l'episodio del lupo di Gubbio, un animale che incuteva terrore e morte,
ammansito dalle parole del santo. Le gesta di Francesco non passarono inosservate e dopo
qualche tempo, si affiancarono i primi seguaci: Bernardo da Quintavalle, Pietro Cattani,
poco dopo Egidio e Filippo Longo.
Le prime
esperienze con i compagni si ebbero nella piana di Assisi, nel Tugurio di Rivotorto e alla
Porziuncola; tutti i compagni vestivano come Francesco di un saio e di
stracci. La data ufficiale della nascita dell'Ordine dei Frati Minori è il 1210, quando
Francesco ed i compagni vengono ricevuti dal papa Innocenzo III che verbalmente approva la
Regola.
Il Papa, in sogno,
ebbe la visione della Basilica Lateranense in rovina ed un uomo che la sorreggeva per
evitarne la distruzione, quell'uomo era Francesco.
Nel 1212, dopo
aver ascoltato la predicazione di Francesco, Chiara d Assisi prese
l abito monastico, istituendo il secondo ordine francescano, quello delle Povere
Dame di San Damiano, chiamate Clarisse dopo la morte di Chiara. Sempre in quel periodo,
dopo aver predicato in varie regioni italiane, Francesco partì per la Terra Santa, ma un
naufragio lo costrinse a fare ritorno.
Nel 1213 Francesco
ricevette dal Conte Orlando di Chiusi il Monte della Verna. Iniziò la sua predicazione a
più lungo raggio che lo spinse a recarsi in Marocco, ma una malattia lo fermò in Spagna.
Nel 1216 ottenne
da Onorio III l'indulgenza della Porziuncola, Il Perdono di Assisi, la più importante
della cristianità dopo quella di Terra Santa. Nel 1219 Francesco partì al seguito della
crociata e giunse in Egitto, predicò davanti al sultano, senza però riuscire a
convertirlo, e poi raggiunse la Palestina. Nel frattempo l'Ordine ebbe i suoi primi
martiri, uccisi in Marocco.
Nel 1220 Francesco
tornò ad Assisi dove i suoi ideali di povertà, di carità, di semplicità fecero presa
su molti.
A Greccio, in
dicembre, istituì il Presepio, una tradizione cara alla cristianità.
Ritiratosi sul
monte della Verna nel settembre 1224, dopo 40 giorni di digiuno e sofferenza affrontati
con gioia, ricevette le stigmate, i segni della crocifissione. Venne poi portato ad
Assisi, dove rimase per anni segnato dalla sofferenza fisica e da una cecità quasi
totale, che non indebolì tuttavia quell'amore per Dio e per la creazione espresso nel
Cantico delle Creature, probabilmente composto nel 1225, nell'ultimo periodo della vita di
Francesco, quando veniva curato a San Damiano, ospite di Chiara e delle Sorelle. Il
Cantico è uno dei testi fondamentali della letteratura italiana delle origini; sintesi
poetica della vita e dell'opera del santo, rappresenta una lode a Dio per la sua opera che
si rispecchia nella perfezione delle sue creature. Ogni elemento della natura - il sole,
la luna, le stelle, l'aria, l'acqua - viene esaltato e definito "fratello" e
"sorella" in quanto partecipe della comune paternità divina. Preghiera di
ringraziamento a Dio, è un testamento di straodinaria intensità poetica, inno
all'umiltà e alla povertà assoluta.
Sentendo prossima
la fine terrena, Francesco si fece portare alla Porziuncola, in Santa Maria degli Angeli,
dove morì al tramonto della giornata del 3 ottobre 1226.
Il 16 luglio di
due anni dopo venne dichiarato Santo dal papa Gregorio IX.

Veduta di Assisi da dietro la Basilica di S. Francesco
 
Ancora due vedute della Basilica di S. Francesco.

S. Damiano

S. Chiara

La Porziuncola

S. Maria degli Angeli
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